Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata: Villa di Lucius Crassius Tertius

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Luogo
86A Via Gioacchino Murat
Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata: Villa B (Villa di Lucius Crassius Tertius) 
Data iscrizione: 1997
Ref. 829
Il luogo fa parte del sito multiseriale: Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata
 I siti interessati sono 7:
ID Name & Location State Party Coordinates Property Buffer Zone
829-001 Pompeii Italy N40 45 4.00
E14 29 10.00
84.59 ha 1.44 ha
829-002 Villa dei Misteri (Pompei) Italy N40 45 14.50
E14 28 40.70
0.95 ha
829-003 Herculaneum Italy N40 48 20.00
E14 20 52.00
9.42 ha 20.28 ha
829-004 Villa dei Papiri (Herculaneum) Italy N40 48 32.00
E14 20 37.00
1.22 ha
829-005 Theatre of Herculaneum Italy N40 48 30.00
E14 20 51.40
0.17 ha
829-006 Torre Annunziata: Villa A Italy N40 45 25.40
E14 27 9.20
1.15 ha 2.63 ha
829-007 Torre Annunziata: Villa B Italy N40 45 22.60
E14 27 22.60
0.55 ha
Mappa multimediale con tutti i siti interessati:  Mappa Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata 

 

Descrizione:

La villa di Lucius Crassius Tertius risale al II secolo a.C. e deve il suo nome ad un sigillo in bronzo rinvenuto nell’area della costruzione, che reca proprio questo nome: scoperta nel 1974 a seguito dei lavori di costruzione di una scuola, si ritiene che sia una villa rustica, sia per il tipo di struttura sia per i reperti ritrovati. Lo scavo della villa non è ancora terminato e non è visitabile.

La villa si sviluppa intorno ad un peristilio costituito da un porticato con due ordini di colonne doriche in tufo grigio: intorno al peristilio si aprono delle stanze adibite a magazzini, dove al loro interno sono state ritrovate suppellettili, pelli, ceramica, paglia carbonizzata ed una grande quantità di melograni utilizzati per la concia delle pelli.[2] Inoltre è stato rinvenuto anche un fornello in pietra con una pentola contenente resine di conifere, utilizzata per la manutenzione delle anfore: infatti circa 400 anfore si trovavano nella villa al momento dello scavo e con molta probabilità venivano utilizzate per la lavorazione dei prodotti agricoli e il trasporto del vino. La villa era abitata al momento dell’eruzione; infatti nelle stanze adiacenti, caratterizzate da soffitto a volta, sono stati trovati i corpi di 54 individui e nelle loro vicinanze anche gioielli e monete, sia in oro che in argento.

Il piano superiore della villa invece era invece la zona residenziale della domus: gli ambienti sono decorati sia in quarto stile pompeiano sia in secondo con la tecnica schematizzata, risalente all’età repubblicana. Dal piano superiore proviene anche una scatoletta in legno contenente gioielli in oro e argento, 170 monete, unguentari, stecche in osso e diversi monili: tra i gioielli si riconoscono orecchini di tipo a spicchio di sfera, a canestro con quarzi incastonati oppure pendenti con perle, collane molto lunghe con grani in oro e smeraldo, bracciali di tipo tubolare decorati con gemme e smeraldi ed anelli con gemme lisce o incise con figure di animali o divinità.

 

(Fonte: whc.unesco.org/Wikipedia)

Link whc.unesco.org: http://whc.unesco.org/en/list/829/

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: Di Moi-même – Myself – Opera propria- Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2178664

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, whc.unesco.org

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