Scheda Patrimonio Culturale Immateriale Unesco

Scheda Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco

(Scheda elaborata nel 2008 a cura di Ignazio Caloggero e aggiornata nel 2016)

Patrimonio Immateriale

Il 17 ottobre 2003, dopo che nel 1999 il Comitato Esecutivo aveva lanciato il programma dei “Capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità”(Masterpieces of the Oral and Intangible Heritage of Humanity) la Conferenza Generale dell’UNESCO, nel 2003 nel corso della sua 32° sessione, ha approvato a Parigi la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale“. Nella convenzione, nell’articolo 2,  viene fornita ladefinizione di Patrimonio culturale immateriale:

“Si intendono per “patrimonio culturale immateriale” pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e i saperi – così come gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati ad essi – che le comunità, i gruppi e, in alcuni casi, gli individui riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale. Tale patrimonio culturale intangibile, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi interessati in conformità al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia, e fornisce loro un senso di identità e continuità, promuovendo così il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana”

La definizione di questo patrimonio culturale immateriale si manifesta attraverso cinque ambiti dell’attività umana (definiti sempre dall’art.2 della convenzione):

tradizioni e espressioni orali, incluso il linguaggio, intesi come veicolo del patrimonio culturale intangibile;

arti dello spettacolo;

pratiche sociali, riti e feste;

conoscenza e pratiche concernenti la natura e l’universo;

artigianato tradizionale.

Per ciascuno dei vari ambiti delle tradizioni orali e immateriali, l’Unesco propone programmi specifici di salvaguardia, incoraggia i Paesi Membri ad adottare appropriate misure legali, tecniche, amministrative e finanziarie affinché si istituiscano dei dipartimenti per la documentazione del loro patrimonio culturale immateriale e affinché quest’ultimo venga reso più accessibile.  L’UNESCO incoraggia altresì la partecipazione degli artisti tradizionali e dei creatori locali ad identificare e rivitalizzare il patrimonio immateriale, incoraggiando altresì gli enti pubblici, le associazioni non governative e le comunità locali a identificare, a salvaguardare e a promuovere tale patrimonio.

Determinante in tali programmi è quindi il coinvolgimento costante delle persone e degli studiosi che conoscono le tradizioni meritevoli di salvaguardia, le quali vanno aiutate, anche finanziariamente, attraverso budget straordinari messi a disposizione dai paesi membri dell’Unesco, volti a tramandare le proprie arti e i propri mestieri all’avvenire. La Convenzione è entrata in vigore il 20 Aprile 2006, che ha portato, a partire dal 2008, alla istituzione della “Intangibile Heritage List”; in tale lista sono stati automaticamente incorporati tutti gli elementi precedentemente inclusi nella lista dei Capolavori del patrimonio immateriale dell’umanità istituita nel 1999, tra gli elementi  inseriti, due alte espressioni della tradizione culturale popolare italiana, l’Opera dei Pupi Siciliani e il Canto a Tenores dei pastori del centro della Sardegna.

L’Italia ha concluso il 13 settembre 2007 l’iter parlamentare della legge di ratifica della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, l’atto di ratifica è stato depositato all’Unesco il 30/10/2007. La ratifica della Convenzione consentirà al nostro paese di giocare il ruolo che tradizioni ed espressioni orali e linguistiche, arti legate allo spettacolo, usi sociali, rituali e situazioni festive, conoscenze e pratiche che concernono le natura e l’universo, tecniche tradizionali dell’artigianato attribuiscono ad esso sulla scena mondiale.
Per vedere lo stato delle adesioni da parte dei stati partner si vada sulla seguente area Unesco: Stati aderenti

Ai sensi della convenzione di Parigi del 2003 sono state istituite due liste:  

Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale immateriale (Representative List of the Intangible Cultural Heritage of Humanity

Lista del Patrimonio Intangibile dell’Umanità che necessità di urgenti tutele (List of Intangible Cultural Heritage in Need of Urgent Safeguarding).

A partire dal 2009 è stato inoltre attivato il Registro delle Buone Pratiche “Register of Best Salvaguarding Practices” previsto dall’articolo 18  della convenzione. Scopo di tale Registro è quello di favorire lo scambio di migliori pratiche e costituire  una fonte di ispirazione per gli Stati, le comunità e qualsiasi persona interessata alla salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale. 

Le procedure per l’iscrizione nelle Liste , le norme per la selezione degli elementi culturali e l’individuazione dei criteri cui questi devono rispondere sono indicate nelle nelle Direttive Operative  adottate nel 2008 e aggiornate al 2014 (accedi alle Direttove Operative sul sito Unesco).

Le procedure prevedono la presentazione delle domande da parte dei singoli Stati membri all’UNESCO.

In relazione alla prima lista (Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale immateriale) abbiamo:

CRITERI UNESCO PER L’INSERIMENTO NELLA LISTA RAPPRESENTATIVA DEL PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE

2008/

2014

Italiano Inglese
R.1

L’elemento candidato si costituisce come patrimonio culturale immateriale, come indicato nell’art. 2 della Convenzione;

The element constitutes intangible cultural heritage as defined in Article 2 of the Convention
R.2

L’iscrizione dell’elemento contribuirà a garantire visibilità e consapevolezza del significato di patrimonio culturale immateriale e a favorire il confronto, riflettendo perciò la diversità culturale e la creatività dell’umanità;

Inscription of the element will contribute to ensuring visibility and awareness of the significance of the intangible cultural heritage and to encouraging dialogue, thus reflecting cultural diversity worldwide and testifying to human creativity.

R.3

Le misure di salvaguardia sono elaborate in modo da poter tutelare e promuovere l’elemento;

Safeguarding measures are elaborated that may protect and promote the element.

 

R.4

L’elemento è stato candidato sulla base del più ampio riscontro di partecipazione da parte di comunità, gruppi o, eventualmente, persone singole coinvolte con il loro libero, preventivo e informato consenso;

The element has been nominated following the widest possible participation of the community, group or, if applicable, individuals concerned and with their free, prior and informed consent.

 

R.5

L’elemento è inserito in un archivio sul patrimonio culturale immateriale presente nel territorio/i  degli Stati membri, come indicato negli art. 11 e 12 della Convenzione.

 

The element is included in an inventory of the intangible cultural heritage present in the territory(ies) of the submitting State(s) Party(ies), as defined in Article 11 and Article 12 of the Convention.

 

A differenza di quanto previsto dalla Lista del Patrimonio Culturale Tangibile dell’Umanità (World Heritage List), i 5 criteri su indicati devono essere tutti soddisfatti perché uno Stato membro possa proporre la candidatura di un elemento culturale. Al 2015 sono 336 gli elementi mondiali iscritti alla Lista. Lo stato con più elementi inscritti nella lista è la Cina (30) seguita dal Giappone (22), Corea (18), Francia e Croazia (13), Turchia e Spagna (12) e il Belgio (10).

Nella lista compaiono 6 elementi italiani: Il Canto a Tenore sardo (2008), l’Opera dei Pupi siciliani (2008) e La Dieta Mediterranea (candidatura proposta congiuntamente da Italia, Spagna, Grecia e Marocco nel 2010), Liutai di Cremona (2012), Le macchina a spalla delle processioni (2013).La pratica della coltivazione agricola della “vite ad alberello” di Pantelleria (2014)

In relazione alla seconda lista (Lista del Patrimonio Intangibile dell’Umanità che necessità di urgenti tutele) i criteri sono i seguenti 

U.1 The element constitutes intangible cultural heritage as defined in Article 2 of the Convention.

U.2 (a)   The element is in urgent need of safeguarding because its viability is at risk despite the efforts of the community, group or, if applicable, individuals and State(s) Party(ies) concerned; or

(b)   The element is in extremely urgent need of safeguarding because it is facing grave threats as a result of which it cannot be expected to survive without immediate safeguarding.

U.3 A safeguarding plan is elaborated that may enable the community, group or, if applicable, individuals concerned to continue the practice and transmission of the element.

U.4 The element has been nominated following the widest possible participation of the community, group or, if applicable, individuals concerned and with their free, prior and informed consent.

U.5 The element is included in an inventory of the intangible cultural heritage present in the territory(ies) of the submitting State(s) Party(ies), as defined in Articles 11 and 12 of the Convention.

U.6 In cases of extreme urgency, the State(s) Party(ies) concerned has (have) been duly consulted regarding inscription of the element in conformity with Article 17.3 of the Convention.

Al 2015 sono 43 gli elementi mondiali iscritti alla Lista del Patrimonio Intangibile dell’Umanità che necessità di urgenti tutele, Lo stato con più iscrizioni nella lista è la Cina (7) seguita dalla Mongolia (6) e l’Uganda (4). Nessun sito italiano compare nella lista. 

A partire dal 2009 è stato inoltre attivato il Registro delle Buone Pratiche “Register of Best Salvaguarding Practices” previsto dall’articolo 18  della convenzione. Al 2015 sono 12 gli elementi iscritti nel registro. che attualmente conta 12 elementi. In testa alla lista la Spagna (3) seguita dal Belgio e Brasile (2). L’italia al momento non ha nessun elemento iscritto nel registro. 

Un ulteriore traguardo verso la tutela del Patrimonio Culturale inteso nel suo termine più ampio che considera la diversità culturali è stato raggiunto Il 20 ottobre 2005 quanto la Conferenza generale dell’Unesco, riunitasi a Parigi per la 33° sessione, ha approvato con 148 voti a favore, 2 contro e 4 astenuti, laConvenzione sulla protezione e la promozione delle diversità culturali

Nella votazione, 148 paesi si sono espressi a favore, due – Stati Uniti e Israele – hanno votato contro, e quattro si sono astenuti.

Scheda Patrimonio Culturale Immateriale Unesco

Lista del Patrimonio Culturale Immateriale Unesco

Patrimonio Immateriale

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