Ville e giardini medicei in Toscana: Palazzo di Seravezza

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Luogo
358 Viale Leonetto Amadei
Ville e giardini medicei in Toscana: Palazzo di Seravezza
Data iscrizione: 2013
Ref: 175

Luogo rientrante nel sito multi seriale: Ville e giardini medicei in Toscana

Il sito multi seriale è costituito dai seguenti siti (14 siti):

ID Name & Location State Party Coordinates Property Buffer Zone
175-001 Villa de Cafaggiolo Italy N43 57 53.00
E11 17 41.00
2.35 ha 649.56 ha
175-002 Villa de Il Trebbio Italy N43 57 11.00
E11 17 13.00
1.6 ha 650.31 ha
175-003 Villa de Careggi Italy N43 48 33.00
E11 14 58.00
3.6 ha 55.71 ha
175-004 Villa Medici de Fiesole Italy N43 48 20.00
E11 17 20.00
2.11 ha 44.88 ha
175-005 Villa de Castello Italy N43 49 10.00
E11 13 41.00
8.33 ha 289.31 ha
175-006 Villa de Poggio a Caiano Italy N43 49 3.00
E11 3 23.00
9.31 ha 135.63 ha
175-007 Villa de la Petraia Italy N43 49 8.00
E11 14 12.00
21.31 ha 276.33 ha
175-008 Jardin de Boboli Italy N43 45 44.00
E11 14 51.00
40 ha 132 ha
175-009 Villa de Cerreto Guidi Italy N43 45 31.00
E10 52 45.00
0.76 ha 4.12 ha
175-010 Palais de Seravezza Italy N43 59 38.00
E10 13 55.00
1.01 ha 50.14 ha
175-011 Jardin de Pratolino Italy N43 51 28.00
E11 18 15.00
26.53 ha 210.35 ha
175-012 Villa La Magia Italy N43 51 6.00
E10 58 22.00
2.1 ha 103.65 ha
175-013 Villa de Artimino Italy N43 46 55.00
E11 2 39.00
1.04 ha 701.66 ha
175-014 Villa du Poggio Imperiale Italy N43 44 56.00
E11 14 52.00
5.35 ha 235.43 ha

 

Mappa multimediale con tutti i siti interessati:  Mappa Ville e giardini medicei in Toscana

Descrizione

Il palazzo mediceo di Seravezza si trova nel comune di Seravezza (provincia di Lucca), alle pendici delle Alpi Apuane e alla confluenza dei fiumi Serra e Vezza. All’interno dell’edificio, oltre alla biblioteca comunale intitolata allo scrittore seravezzino Sirio Giannini, è ospitato il Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica; il palazzo con le adiacenti scuderie granducali, oggetto di recente restauro (2006), è sede di manifestazioni e mostre temporanee.

Il 23 giugno 2013, il palazzo mediceo è ufficialmente riconosciuto dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità nel “Sito seriale delle ville e giardini medicei della Toscana”.

La facciata moderna è in realtà il retro del palazzo che porta alle scuderie medicee. La originaria entrata oggi è sigillata e si trova dove ora vi è la biblioteca dei ragazzi. Sopra è possibile notare un’incisione in latino in onore di Francesco De’ Medici.

La villa fu fatta costruire da Cosimo I tra il 1560 e il 1564, su progetto di un non precisato architetto: viene attribuita da taluni a Bartolomeo Ammannati, da altri al giovane Bernardo Buontalenti (viste alcune analogie con la villa di Artimino).

La zona di Seravezza era di grande importanza strategica per il possesso della Versilia: contesa per secoli tra le Repubbliche di PisaLuccaGenova e Firenze stessa, con l’avvento del governo granducale mediceo (1513), Cosimo si preoccupò appena possibile di porre un avamposto tangibile del suo dominio, in un punto di confine. La villa infatti poteva all’occorrenza diventare un avamposto militare difensivo, come si vede anche dalla sua struttura solida e compatta con spigoli come una fortezza e feritoie al pian terreno.

Ciò non penalizzò comunque la dimensione signorile e di svago della dimora, come si può vedere anche dalla lunetta di Giusto Utens al Museo topografico di Firenze com’era di Firenze, con i grandi boschi nei quali si praticava la caccia, un orto e un giardino geometrico all’italiana, una cappella e un edificio adibito a scuderie. Inoltre la vicina sponda del fiume Vezza dava frescura, rendendo la villeggiatura piacevole soprattutto nei mesi estivi, quando era meta abituale dei soggiorni di vari personaggi della corte medicea. Tra gli ospiti che vi trascorsero periodi particolarmente lunghi si ricordano Bianca Cappello, seconda moglie di Francesco I de’ Medici figlio di Cosimo, e Cristina di Lorena, che vi risiedette per lunghi periodi dopo essere rimasta vedova di Ferdinando I, fratello e successore di Francesco (sec XVI-XVII).

La zona di Seravezza aveva anche un’altra importante caratteristica strategica, ossia la vicinanza alle cave e miniere che Cosimo I desiderava sviluppare. Le cave di marmo e argento erano inattive da tempo, ma il granduca diede nuovo impulso all’attività estrattiva sia dopo la scoperta di filoni di piombo argentifero che, dal 1563, del marmo “mistio” detto anche “fior di pesco” o Breccia di Seravezza, che divenne molto richiesto per il suo pregio. Cosimo, dalla villa di Seravezza, aveva così la possibilità di seguire da vicino l’attività estrattiva, che egli stesso aveva rilanciato.

La villa passò ai Lorena con l’estinzione della casata medicea (sec XVIII). Il granduca Pietro Leopoldo destinò una parte dei locali per i magazzini e gli uffici amministrativi di una ferriera, ancora visibile al lato del palazzo, costruita intorno al 1786 lungo il torrente Vezza. Nel 1835, chiusa la ferriera, la villa ritornò ad essere luogo di soggiorno della famiglia granducale. Passò poi allo Stato italiano e nel 1864 venne donato al comune di Seravezza che, dopo aver in un primo tempo adibito l’edificio a carcere, lo recuperò e lo usò in seguito come sede Municipale, fino al 1966. Oggi è sede del Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica, della biblioteca comunale “Sirio Giannini“, dell’archivio storico e di esposizioni di arte moderna e contemporanea.

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: Di User:Iardo – Opera propria (personal work), CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2419902

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, whc.unesco.org

 

 

 

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