Città Tardo Barocche del Val di Noto: Ragusa

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Luogo
Ragusa
Città Tardo Barocche del Val di Noto: Ragusa
Data iscrizione: 2002
Ref: 1024
Sito seriale (8 siti):
  • Noto
  • Palazzolo Acreide
  • Scicli
  • Modica
  • Ragusa
  • Militello Val Di Catania
  • Caltagirone, Catania. 

Area Web dettagliata sul sito La Sicilia in Rete: Le città tardo barocche del Val di Noto

Mappa multimediale con tutti i siti interessati: Archivio Le città tardo barocche del Val di Noto

Descrizione:

Ragusa è il capoluogo di provincia più a sud d’Italia, il suo vasto comune di 442,37 Kmq copre una territorio che parte dal mare e arriva ad altezze collinari che superano i 600 m. di altezza. Il suo territorio confina a nord con quello di Monterosso Almo e di Giarratana e con quelli di Vizzini (CT) e Buccheri (SR); ad est con il territorio di Palazzolo Acreide (SR) e con quello di Modica; a sud-est con il territorio di Scicli ed infine a sud col Mare mediterraneo.

La città, inserita nella lista del Patrimonio Unesco all’interno del sito “Le città tardo barocche del Val di Noto”  è costruita su tre colline separate da profonde vallate (Vallata Santa Domenica a est e San Leonardo a Nord) e consiste in due centri: Ragusa Ibla la più antica e Ragusa Superiore costruita dopo il terremoto del 1693. La Vallata di Santa Domenica divide in due la parte bassa di Ragusa Superiore i collegamenti sono agevolati da tre ponti: Il Ponte dei Cappuccini o Ponte vecchio inaugurato alla fine del XIX secolo, Il Ponte Nuovo, inaugurato nel 1937 e il Ponte Giovanni XXIII (o Ponte S. Vito) inaugurato nel 1964. La città dei due centri storici e dei “tre Ponti” è ricchissima di monumenti, molti barocchi.

Il Barocco  ragusano

Così come in gran parte del Val di Noto, il barocco ragusano deve il suo proliferare agli interventi di ricostruzione e ristrutturazione succeduti al terremoto che investi il Val di Noto nel 1693. Nel 1719 iniziano i lavori della chiesa di S. Giovanni Battista worldheritagesite , (inaugurazione: 1778); nel 1739, su disegno di Rosario Gagliardi, iniziano i lavori della Chiesa di S. Giorgio worldheritagesite (inaugurazione: 1767).

Altre significative testimonianze di edifici costruiti in stile barocco sono da considerarsi:

Chiesa S. Giuseppe worldheritagesite (seconda metà del XVIII secolo), secondo Gaetano Gangi e Antony Blunt, il progetto della chiesa è di Rosario Gagliardi, secondo Paolo Nifosì il progetto sarebbe invece di Fra Alberto Maria di S. Giovanni Battista.

Palazzo della Cancelleria  worldheritagesite(1760)

 Palazzo Cosentini worldheritagesite (1770 circa)

Palazzo La Rocca  worldheritagesite (1760-1780)

Palazzo Zacco worldheritagesite (seconda metà del XVIII secolo)

Palazzo Sortino-Trono worldheritagesite  (1778 -1793)

Palazzo Battaglia worldheritagesite (XVIII sec.) (su disegno si dice di Rosario Gagliardi)

 Casino degli Schininà (1759 )

Palazzo Floridia (Bertini) worldheritagesite (fine XVIII secolo)

Palazzo Vescovile worldheritagesite (fine XVIII secolo)

In alcuni casi lo stile barocco è conseguente a ristrutturazioni o a lavori di arricchimento di interni di strutture preesistenti:

Chiesa di S. Maria dei Miracoli worldheritagesite (XVIII sec.)

Chiesa dell’Idria  worldheritagesite (Altari di S. Biagio e S. Giuseppe del 1759)

Chiesa di S. Antonino (Portalino laterale del 1761)

Chiesa SS. Anime del Purgatorio worldheritagesite (XVIII sec.)

Chiesa S. Filippo Neri worldheritagesite (XVIII sec.)

Chiesa dell’Annunziata (altare maggiore XVIII sec.)

Chiesa S. Maria dello Spasimo (XVIII sec.)

Chiesa S. Francesco Immacolata worldheritagesite  (XIV – XVIII sec.)

 Chiesa S. Maria del Gesù worldheritagesite (XVIII sec.)

 Chiesa S. Maria delle Scale worldheritagesite (XV-XVIII sec.)

Chiesa di S. Vincenzo Ferreri (XVIII sec.)

In alcuni casi, assistiamo a residui dello stile barocco anche dopo la fine del XVIII, è il caso delle chiese di:

Signore Trovato (inizi del XIX secolo)

Ecce Homo  (metà del XIX secolo)

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: Ignazio Caloggero

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, whc.unesco.org

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