Geoparco della Majella

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Geoparco della Majella
Abruzzo
“La Majella: una combinazione perfetta di geodiversità, biodiversità e patrimonio culturale (95 geositi, 2300+ specie vegetali e sottospecie, 40 specie di mammiferi, 40+ eremi, 950 km di sentieri escursionistici”

Geografia fisica e umana

Il Geoparco corrisponde al Parco Nazionale della Majella, che si estende per 740 km2. nell’Appennino centrale (Italia) comprende tra altri 2 parchi nazionali. È costituito prevalentemente da rilievi carbonatici separati da valli e altipiani carsici e presenta un ampio range altitudinale (130–2793 m.s.l.m.). Il Massiccio della Majella ha più di sessanta vette, la metà delle quali supera i 2000 m, come il Monte. Amaro (2793 m) la seconda vetta più alta dell’Appennino. Le altre montagne sono: Morrone, Porrara, Rotella, Pizzalto, Pizziand Secinemts. I principali corsi d’acqua sono: i fiumi Orta, Orfento, Gizio e Vella (bacino del Pescara); i fiumi Aventino e Verde (SangroRiver bacino); il Foro e l’Alento. La Majella orientale è scavata da una serie di canyon, tra i più lunghi d’Italia, come la Val Mandrelle-Santo Spirito e la Val Taranta. Degni di nota sono i cosiddetti “quarti” (cioè Quarto Santa Chiara), altipiani carsici che si estendono verso sud-ovest a quota 1250 m. Piccoli e pochi, ma importanti per la fauna, sono i corpi idrici perenni: i laghi Ticino, Battista e Pietra Cernaia. L’aspirante Geoparco è caratterizzato da un clima tipico di montagna e di alta montagna con abbondanti nevicate. L’autunno è la stagione più stabile grazie al vicino mare Adriatico (appena 30 km) .39 sono i comuni, 4 dei quali hanno il loro centro storico all’interno dell’aspirante Geoparco. La popolazione residente stimata è di circa 25.300 abitanti.

Caratteristiche geologiche e geologia di rilevanza internazionale

Il Geoparco è costituito principalmente da calcari fossili, che registrano un lungo periodo di sedimentazione in ambienti caldi e poco profondi: dal 140 al 7 Maago il Massiccio della Majella assomigliava all’attuale arcipelago delle Bahamas. L’orogenesi interessò la piattaforma durante il Pliocene, facendo della Majella uno dei rilievi più giovani dell’Appennino. Pertanto, poiché il sistema di faglie normali quaternarie fino a quando è attivo è responsabile della sismicità recente e storica dell’area, la presenza di altre litologie come gesso e argille, che rappresentano un cambiamento nel sistema deposizionale, e forme del terreno risultanti dalla combinazione di carsismo, glaciale e i processi fluviali aumentano la geodiversità. Il sistema idrogeologico della Majella è uno dei più importanti d’Italia. Ricercatori italiani e mondiali visitano ogni anno l’area per studiare il ben conservato sistema di deposizione carbonatica da piattaforma a bacino che rappresenta una genesi di idrocarburi e un modello di migrazione del petrolio.I geositi attualmente identificati nell’area sono 95 (il n. 22 è internazionale), circa la metà sono geomorfositi mentre una ventina hanno interesse stratigrafico o strutturale-tettonico. La maggior parte di essi ha valenza didattica e / o geoturistica, in quanto nel 2001 è stato aperto al pubblico il sito di Capo di Fiume. La geologia ha influenzato il patrimonio naturale e culturale. La prima presenza umana, risalente al Paleolitico Inferiore (600.000 anni fa), fa della Valle Giumentina uno dei più antichi archeogeositi d’Europa.

(Fonte testo: http://www.unesco.org/new/en/natural-sciences/environment/earth-sciences/unesco-global-geoparks/)

Inserimento scheda: Ignazio Caloggero

Foto: web

Contributi informativi:  Ignazio Caloggero, https://www.minambiente.it/,  https://en.unesco.org/biosphere

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