Scheda Patrimonio Mondiale Unesco

Scheda Patrimonio Mondiale dell’Unesco

(Scheda elaborata nel 2002 a cura di Ignazio Caloggero e aggiornata nel 2016)

unesco

Si parla spesso di siti considerati Patrimonio Mondiale dell’Umanità in quando inseriti all’interno della Lista del Patrimonio Mondiale (World Heritage List).

Ma cosa vuol dire esattamente che un sito è considerato patrimonio dell’Umanità? Per capirlo dobbiamo partire dalla Convenzione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale di Parigi del 1972 ” CONVENZIONE RIGUARDANTE LA PROTEZIONE SUL PIANO MONDIALE DEL PATRIMONIO CULTURALE E NATURALE“. (che vi invitiamo a leggere). Nella Convenzione vengono fornite le definizioni del Patrimonio Culturale e Naturale.

I beni culturali sono definiti  come monumenti o insiemi eccezionali storicamente, artisticamente o scientificamente.

I siti naturali sono formazioni fisiche o biologiche che hanno valore estetico o scientifico straordinario. 

I siti misti, frutto dell’azione combinata della natura e dell’uomo, conservano la memoria di modi di vita tradizionali e rappresentano il legame tra la natura e la cultura.

Alla Convenzione hanno aderito 195 Stati, che aderendo, si impegnano a proteggere i siti del proprio territorio che rientrano in una delle due definizioni. Ad alcuni di essi, quelli di particolare valore, l’Unesco riconosce il titolo di Patrimonio Mondiale, facendo sì che la loro tutela diventi una responsabilità ripartita fra tutti i membri della Comunità internazionale. La Convenzione, tra l’altro, ha istituito un Comitato internazionale con sede a Parigi presso l’UNESCO, che vigila sull’applicazione della Convenzione da parte dei firmatari e decide l’iscrizione di nuovi siti sulla Lista.

La World Heritage List  comprende (dati al 2015) 1031 siti di cui 802 culturali , 197 siti naturali  e 32 siti misti  suddivisi in 163 paesi membri.

Attualmente l’Italia è la nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimonio dell’umanità (51 siti), seguita dalla Cina (48) e dalla Spagna (44).

whl-2015

La prima lista del Patrimonio mondiale è stata compilata nel 1978. Fra i siti allora inseriti figurano la necropoli di Memphis e le piramidi di Giza in Egitto, il parco di Yellowstone negli Stati Uniti, le chiese creuse di Lalibela in Etiopia e la città antica di Damasco in Siria. (lista siti italiani)

Alcuni dei siti della lista dell’Unesco sono inseriti anche nella “lista del patrimonio mondiale in pericolo“. Si tratta dei siti le cui condizioni destano serie preoccupazioni, per i quali esiste una minaccia “grave e precisa” di degrado e che richiedono grandi lavori di manutenzione. Attualmente son 48 i siti inseriti in tale  lista (dati al 2015).

Le procedure per l’inserimento nella Lista, le norme per la selezione dei beni e l’individuazione dei criteri cui questi devono rispondere per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale sono indicate nelle Linee Guida Operative  revisionate nel Luglio del 2015 che, insieme al testo della Convenzione, rappresentano il documento principale del Comitato per il Patrimonio Mondiale. (scarica le linee guida: document-57-1)

I criteri vengono regolarmente rivisti dal Comitato per adeguarsi alla evoluzione del concetti di Patrimonio Mondiale. In Italia l’Ufficio Patrimonio Mondiale dell’Unesco del Ministero per i Beni e le Attività Culturali a emesso nel 2004 le “Linee Guida per la redazione e l’attuazione dei piani di gestione”  e nel 2005 il documento “Modello per la realizzazione dei Piani di gestione”.

Le procedure prevedono la presentazione delle domande da parte dei singoli Stati membri all’UNESCO.

Ogni Stato è tenuto a presentare una lista propositiva (tentative list) in cui vengono segnalati i beni che si intende iscrivere nell’arco di 5-10 anni. In una fase successiva viene predisposta e presentata, per ogni singolo bene, la documentazione completa che deve essere esaminata per l’iscrizione definitiva nella Lista. La documentazione presentata viene esaminata dalla Commissione, con il supporto tecnico degli esperti dell’ICOMOS per i siti di valore storico-artistico e dell’UICN per i siti naturali.

Le domande di inserimento nella Lista propositiva italiana devono essere inoltrate dalle Amministrazioni competenti per la gestione del sito (es. Sindaco, Sovrintendenze o un Ente parco) al Presidente del Gruppo di Lavoro interministeriale presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Tale gruppo valuta le diverse proposte pervenute ai fini della compilazione della nuova Lista propositiva. Ogni anno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali decide quali Siti già presenti nella lista propositiva, debbano essere presentati al Comitato per il Patrimonio Mondiale.

Sino alla fine del 2004, in base alle  Linee guide operative del 2002 un sito per essere inserito nella lista doveva rispondere, oltre al criterio di autenticità, ad uno o più criteri scelti da un elenco di 6 criteri per i siti culturali e di 4 criteri per i siti naturali.

Con l’adozione delle Linee Guide operative del 2005 esiste un unico elenco di criteri così strutturato (criteri riconfermati nel 2012 e nel 2015) :

CRITERI UNESCO

2002 2005/2015 Italiano Inglese
(i) (i) rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo represent a masterpiece of human creative genius;
(ii) (ii) aver esercitato un’influenza considerevole in un dato periodo o in un’area culturale determinata, sullo sviluppo dell’architettura, delle arti monumentali, della pianificazione urbana o della creazione di paesaggi exhibit an important interchange of human values, over a span of time or within a cultural area of the world, on developments in architecture or technology, monumental arts, town-planning or landscape design;
(iii) (iii) costituire testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una civiltà o di una tradizione culturale scomparsa bear a unique or at least exceptional testimony to a cultural tradition or to a civilization which is living or which has disappeared;
(iv) (iv) offrire esempio eminente di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o di paesaggio che illustri un periodo significativo della storia umana be an outstanding example of a type of building, architectural or technological ensemble or landscape which illustrates (a) significant stage(s) in human history;
(v) (v) costituire un esempio eminente di insediamento umano o d’occupazione del territorio tradizionale, rappresentativi di una culturale (o di culture) soprattutto quando esso diviene vulnerabile per effetto di mutazioni irreversibili be an outstanding example of a traditional human settlement, land-use, or sea-use which is representative of a culture (or cultures), or human interaction with the environment especially when it has become vulnerable under the impact of irreversible change;
(vi) (vi) essere direttamente o materialmente associato ad avvenimenti o tradizioni viventi, idee credenze o opere artistiche e letterarie con una significanza universale eccezionale (criterio da applicare solo in circostanze eccezionali o in concomitanza con altri criteri) be directly or tangibly associated with events or living traditions, with ideas, or with beliefs, with artistic and literary works of outstanding universal significance. (The Committee considers that this criterion should preferably be used in conjunction with other criteria);
(iii) (vii) contenere fenomeni naturali superlativi o aree di bellezza naturale eccezionale e di importanza estetica contain superlative natural phenomena or areas of exceptional natural beauty and aesthetic importance;  
(i) (viii) rappresentare esempi eccezionali degli stadi principali della storia della terra, compresa la presenza di vita, processi geologici significativi in atto per lo sviluppo della forma del territorio o caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative be outstanding examples representing major stages of earth’s history, including the record of life, significant on-going geological processes in the development of landforms, or significant geomorphic or physiographic features;  
(ii) (ix) essere un esempio eccezionale di processi ecologici e biologici in essere nello sviluppo e nell’evoluzione degli ecosistemi terrestri, delle acque dolci, costali e marini e delle comunità di piante ed animali, be outstanding examples representing significant on-going ecological and biological processes in the evolution and development of terrestrial, fresh water, coastal and marine ecosystems and communities of plants and animals;  
(iv) (x) contenere gli habitat più importanti e significativi per la conservazione in situ delle diversità biologiche, comprese quelle contenenti specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista scientifico o della conservazione contain the most important and significant natural habitats for in-situ conservation of biological diversity, including those containing threatened species of outstanding universal value from the point of view of science or conservation.  
           

I primi 6 criteri si riferiscono ai siti culturali e gli altri 4 a quelli naturali. Se un patrimonio culturale è sia culturale che naturale si dice che è misto

I Criteri sono regolarmente revisionati in modo da riflettere l’evoluzione del concetto stesso di Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Una significativa revisione si ha avuta nel 1995 quanto il Centro del Patrimonio Mondiale ha revisionato e ampliato le indicazioni degli Orientamenti, definendo i criteri relativi ai paesaggi culturali, intesi come opere congiunte della natura e dell’uomo.

Tale categoria di beni, che “illustrano l’evoluzione della società e degli insediamenti umani nel corso dei secoli, sotto l’influsso di sollecitazioni e/o di vantaggi originati nel loro ambiente naturale e delle forze sociali, economiche e culturali successive, interne ed esterne” (dal “Regolamento per l’attuazione della Convenzione sul Patrimonio Mondiale”), devono rispondere al requisito di valore universale eccezionale sulla base della loro rappresentatività in termini di regione geo-culturale chiaramente definita e del loro potere di illustrare gli elementi culturali essenziali e distinti di tali regioni.

Questo riconoscimento dei beni paesaggistici riflette una mutata sensibilità e consapevolezza del valore che il contesto può rivestire, al di là o in aggiunta al valore intrinseco dell’emergenza monumentale; una scala territoriale in cui le singole testimonianze monumentali sono collegate alla storia, all’immagine ed ai valori culturali di interi contesti paesaggistici

Le classificazioni tipologiche dei paesaggi attualmente in uso nella Convenzione comprendono:

giardini e parchi creati dall’uomo, intesi come paesaggi chiaramente definiti, spesso associati a costruzioni o a complessi religiosi, concepiti e creati intenzionalmente dall’uomo per ragioni estetiche;

paesaggi di tipo evolutivo, ovvero paesaggi che, derivati da un’esigenza in origine sociale, economica, amministrativa o religiosa, riflettono nella loro forma attuale il processo evolutivo della loro associazione e correlazione con l’ambiente naturale. Il paesaggio culturale di tipo evolutivo può essere reliquia – cioè nel quale il processo evolutivo in passato si è arrestato ma le cui caratteristiche essenziali restano materialmente visibili – o vivente – che conserva cioè un ruolo sociale attivo con le modalità che continuano la sua tradizione precedente, di cui sono manifeste le testimonianze dell’evoluzione nel corso del tempo.

paesaggio di tipo associativo, intesi come paesaggi in cui prevale, più che la presenza di tracce culturali tangibili, la forza di associazione dei fenomeni religiosi, artistici o culturali dell’elemento naturale.

Poiché ciascun sito può essere eletto come patrimonio culturale dell’umanità in funzione di una o più motivazioni, il numero complessivo di criteri di selezione rappresenta una misura indiretta del valore qualitativo, oltre che quantitativo del sito inserito nella lista

Scheda Patrimonio Mondiale Mondiale Unesco

Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’Unesco

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