Scheda Biosfere Unesco

Biosfere Unesco
(Scheda redatta a cura di Ignazio Caloggero)

biosfere

Il Programma MAB (Man and Biosphere Programme) nasce nel 1971 nel corso della 16° Conferenza Generale UNESCO come programma intergovernativo volto a fornire basi scientifiche alle azioni di impulso all’uso sostenibile e razionale, oltre che alla conservazione, delle risorse della cosiddetta “biosfera”, incoraggiando, allo stesso tempo, formule equilibrate di gestione nel rapporto uomo/ambiente a livello globale. Tra le sue finalità rientrano, in particolare: la promozione della cooperazione scientifica, la ricerca interdisciplinare per la tutela delle risorse naturali, la gestione degli ecosistemi naturali e urbani, l’istituzione di parchi, riserve ed aree naturali protette.

Le “Riserve di Biosfera” (anche denominate più semplicemente biosfere) sono aree abitate e sfruttate dall’uomo, rimaste in uno stato vicino a quello naturale grazie alla loro economia agraria o forestale.

Le biosfere si propongono quali regioni modello per la ricerca e la dimostrazione di come sia possibile impostare e risolvere i problemi riguardanti la protezione e lo sviluppo sostenibile a livello regionale. Il concetto di riserve di biosfera riguarda una delle domande più importanti a cui il mondo deve oggi dare risposta: come possiamo conciliare la protezione della varietà biologica, l’aspirazione ad uno sviluppo economico e sociale e la conservazione dei valori culturali?

Ogni riserva di biosfera deve, in conformità a quanto previsto dalle direttive dell’UNESCO deve essere suddivisa, gradualmente in base all’influenza dell’attività umana, in tre zone: una zona centrale in cui viene preservata la biodiversità vegetale e animale, destinata alla ricerca; una zona cuscinetto di gestione ecologica per le attività a basso impatto in termini di silvicoltura, agricoltura ecologica ed ecoturismo; una zona di sviluppo sostenibile delle risorse per l’artigianato, i servizi e le attività agro-silvo-pastorali più estensive. Le Riserve di Biosfera rappresentano perciò dei veri e propri laboratori di sviluppo sostenibile in grado di abbinare alla funzione di conservazione dei valori ecologici del territorio, la valorizzazione delle sue specificità naturali e delle attività tradizionali di utilizzo eco-compatibili.

Nell’ambito delle Rete Globale delle Biosfere istituita dal MAB, al 2015 si registrano 651 riserve in 120 Paesi, di cui 13 in Italia:

       Valle del Ticino (Lombardia/Piemonte) 2002

Monviso (Piemonte) 2013

Miramare (Friuli Venezia Giulia) 1979

Selva Pisana (Toscana) 2004

Arcipelago Toscano (Toscana) 2003

Circeo (Lazio) 1977

Collemeluccio-Montedimezzo (Molise) 1977

Cilento e Vallo di Diano (Campania) 1997

Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro (Campania) 1997

Parco Nazionale della Sila (Calabria) 2014

Parco del delta del Po (Emilia Romagna – Veneto) 2015

Appennino Tosco-Emiliano (Toscana – Emilia) 2015

Alpi Ledrensi e Judicaria (Trentino-Alto Adige) 2015

Il Programma MAB  prevede la costituzione di una rete internazionale di cooperazione scientifica, articolata in programmi regionali, coinvolge i Paesi dei cinque continenti in quattro Programmi regionali (a quello europeo partecipano oltre quaranta Paesi, compresi quelli nord americani).

L’organo di governo del Programma è l’International Co-ordinating Council (ICC), composto da 34 Paesi membri, eletti dalla Conferenza Generale dell’UNESCO, con un mandato di 4 anni, rinnovabile. All’ICC fanno riferimento i Comitati nazionali, nati per gestire il programma a livello locale. Il Comitato Nazionale Italiano MAB, nella sua ultima formulazione, è disciplinato dal Decreto n.228 del 12 novembre 2011 del Ministro dell’Ambiente (divenuto operativo il 14 dicembre 2011) ed è presieduto dalla Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare.

Le candidature al “Sistema UNESCO” vanno trasmesse da chiunque abbia interesse (Istituzioni, Enti, Amministrazioni pubbliche, associazioni ed altri soggetti) alla Commissione Nazionale che provvede ad assegnarne i relativi dossier ai Ministeri competenti per l’avvio dell’istruttoria. Terminata l’istruttoria e raccolto il parere non ostativo da parte delle Amministrazioni centrali riunite all’interno del Consiglio Direttivo, il dossier di candidatura viene inviato alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UNESCO per la trasmissione ufficiale ai Segretariati UNESCO competenti.
Le Riserve vengono designate a seguito di un processo di candidatura annuale che parte dalla trasmissione del dossier di candidatura dallo Stato parte (entro il 30 settembre di ogni anno); sulla base della valutazione fornita dallo IACBR, spetta al Consiglio MAB esprimere la decisione sull’ammissione, il differimento o la bocciatura della proposta (nel maggio-luglio seguente). Le Riserve, singolarmente, rimangono sotto la giurisdizione sovrana dello Stato di appartenenza ma, nel complesso, formano una Rete Globale in cui la partecipazione è facoltativa e volontaria.

Per saperne di più si vada all’area tematica del Ministero dell’Ambiente

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