Paesaggi vitivinicoli del Piemonte

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Monferrato degli Infernòt
Il Castello di Grinzane Cavour
Canelli e l'Asti Spumante
La Langa del Barolo
Nizza Monferrato e il Barbera
Le Colline del Barbaresco
SP42 Olivola Piemonte 15030 IT

Paesaggi vitivinicoli del Piemonte

Breve descrizione: Questo paesaggio include cinque aree vitivinicole contraddistinte da paesaggi ritenuti dall’Unesco di particolare interesse culturale e valore storico. Si trova nella parte meridionale del Piemonte, tra il fiume Po e l’Appennino Ligure, ed è caratterizzato dall’intera gamma di processi tecnici ed economici relativi alla viticoltura e alla vinificazione che hanno delineato questa macro regione per secoli, modellandone la natura circostante. Si rileva che in quest’area sono stati ritrovati anche pollini di vite risalenti al 5° secolo aC, quando il Piemonte era un luogo di contatto e di scambio tra Etruschi e Celti; parole etrusche e celtiche, in particolare quelle legate al vino, si possono ancora rintracciare nei dialetti locali. Durante l’impero romano, Plinio il Vecchio menziona la regione Piemonte come uno delle più favorevoli per la coltivazione di vigneti nell’antica Italia; Strabone cita le sue botti di legno

IL MONFERRATO DEGLI INFERNOT

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L’area è caratterizzata dalla diffusione di una singolare tipologia di manufatto architettonico, l’Infernot. Gli infernot sono scavati in una peculiare formazione geologica presente solo nel Basso Monferrato, la cosiddetta Pietra da Cantoni.
Gli infernot sono utilizzati per la conservazione domestica delle bottiglie e rappresentano vere e proprie opere d’arte legate al “saper fare” popolare. L’area selezionata comprende le principali cave da cui si estraeva il materiale lapideo che caratterizza anche l’architettura dei pregevoli borghi d’altura. In stretta connessione sono i territori vitati, storicamente legati alla coltivazione del vitigno Barbera – qui vinificato principalmente come Barbera del Monferrato DOCG – e di altri vitigni minori comunque caratterizzanti il patrimonio di uve piemontesi.

CANELLI E L’ASTI SPUMANTE

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Selezionata all’interno del territorio della DOCG Asti, e nello specifico all’interno della sottozona ‘Canelli’, è un’area prevalentemente coltivata a Moscato Bianco. Da questo vitigno si produce il vino spumante aromatico Asti – il vino bianco italiano più esportato all’estero – vinificato grazie ad una specifica tecnica inventata e perfezionata dall’enologo piemontese Federico Martinotti alla fine del XIX secolo.
Nella componente è inclusa una parte significativa del centro urbano di Canelli, città commerciale e industriale di primo piano del comprensorio di Langhe-Roero e Monferrato, in cui dalla seconda metà dell’Ottocento si è avviata la tradizione spumantiera piemontese (e italiana). Le industrie spumantiere possiedono imponenti spazi di lavorazione, denominati “cattedrali sotterranee” grazie alla spettacolare ampiezza degli ambienti voltati che rappresentano una delle più significative testimonianze architettoniche del sito candidato.
Inoltre il borgo medievale di Calosso si contraddistingue per la concentrazione di crutin, una particolare tipologia di architettura vernacolare utilizzata per la conservazione domestica delle bottiglie.

 

 

Castello di Grinzane Cavour

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LA LANGA DEL BAROLO

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L’area comprende i territori storicamente favorevoli alla coltivazione del vitigno Nebbiolo, da cui si produce il vino rosso a lungo invecchiamento denominato Barolo, uno delle prodotti enologici piemontesi dal consolidato prestigio internazionale.
Nell’area sono presenti numerosi luoghi del vino relativi all’intera filiera produttiva del Barolo, tra cui spiccano aziende vitivinicole di storica fondazione che hanno contribuito alla nascita e sviluppo di questo vino, quali i tenimenti di Fontanafredda appartenuti alla casa Reale dei Savoia e le proprietà della Famiglia Falletti di Barolo. I borghi medievali quali Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba si caratterizzano per l’imponente presenza di castelli in ottimo stato di conservazione attorno ai quali si sono modellati i centri urbani, che rappresentano importanti riferimenti visivi e identitari.

NIZZA MONFERRATO E IL BARBERA

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L’area è stata selezionata all’interno del territorio della DOCG Barbera d’Asti, e nello specifico all’interno della sottozona ‘Nizza’, prima area di diffusione e coltivazione del vitigno Barbera. Qui si produce l’omonimo vino rosso, il vino piemontese più esportato all’estero.
Numerosi sono i luoghi del vino in grado di rappresentare la filiera produttiva del Barbera – tradizionalmente legata al sistema della cooperazione – quali la cantina sociale di Vinchio e Vaglio Serra e alcune importanti aziende che hanno contribuito al perfezionamento delle tecniche di vinificazione di questo prodotto. L’area racchiude anche importanti testimonianze della cultura del vino, tra cui il Museo Bersano, che ospita una ampissima collezione di attrezzi da lavoro in vigna e testimonianze del “saper fare” contadino. La città di Nizza Monferrato, identificata come la “capitale” del Barbera, è inoltre un eccezionale esempio di ‘villanova’ medievale dalla consolidata tradizione commerciale

 

LE COLLINE DEL BARBARESCO

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L’area comprende vigneti prevalentemente coltivati a Nebbiolo, da cui si produce il vino rosso a lungo invecchiamento denominato Barbaresco, che rientra a pieno titolo nel palinsesto dei grandi vini italiani riconosciuti a livello internazionale.  La zona include i borghi di Barbaresco e Neive, in cui si sono svolte le principali vicende storiche che hanno portato alla nascita del vino omonimo. L’area include le più importanti aziende legate alle prime sperimentazioni dedicate alla vinificazione del vino Barbaresco, quali la cantina dei Produttori di Barbaresco, oltre a numerosi altri luoghi del vino in grado di rappresentarne l’attuale filiera produttiva.
Una particolarità dell’area è infine l’imponente torre medievale di Barbaresco, a strapiombo sul Tanaro, uno dei più rilevanti riferimenti visivi del comprensorio di Langhe-Roero e Monferrato.

 

 

 Scheda web provvisoria:

Scopri altro su: Banca Dati dei Siti Unesco

Inserimento scheda: Centro Studi Helios

Nota : Il popolamento delle schede della Banca dati dei Siti Unesco, procede per fasi incrementali:

A: catalogazione e geolocalizzazione, B: informazioni parziali, C: Completa

Questa scheda è ancora incompleta, se lo desiderate potete contribuire il vostro contributo fornendo informazioni e/o immagini anche attraverso il gruppo fb “Data Maps Heritage” o tramite mail: redazione@centrostudihelios.it

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