“Si
intendono per “patrimonio culturale immateriale” pratiche, rappresentazioni,
espressioni, conoscenze e i saperi – così come gli strumenti, gli oggetti, i
manufatti e gli spazi culturali associati ad essi – che le comunità, i gruppi e,
in alcuni casi, gli individui riconoscono come facenti parte del loro patrimonio
culturale. Tale
patrimonio culturale intangibile, trasmesso di generazione in generazione, è
costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi interessati in conformità al
loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia, e
fornisce loro un senso di identità e continuità, promuovendo così il rispetto
per la diversità culturale e la creatività umana"
La definizione di questo patrimonio culturale immateriale si
manifesta attraverso cinque ambiti dell’attività umana (definiti sempre
dall'art.2 della convenzione):
tradizioni e espressioni orali, incluso il linguaggio,
intesi come veicolo del patrimonio culturale intangibile;
arti dello spettacolo;
pratiche sociali, riti e feste;
conoscenza e pratiche concernenti la natura e
l’universo;
artigianato tradizionale.
Per ciascuno dei vari ambiti
delle tradizioni orali e immateriali, l’Unesco propone programmi specifici di
salvaguardia,
incoraggia i Paesi Membri ad adottare appropriate misure legali, tecniche,
amministrative e finanziarie affinché si istituiscano dei dipartimenti per la
documentazione del loro patrimonio culturale immateriale e affinché quest’ultimo
venga reso più accessibile.
L’UNESCO incoraggia altresì
la partecipazione degli artisti tradizionali e dei creatori locali ad
identificare e rivitalizzare il patrimonio immateriale, incoraggiando altresì
gli enti pubblici, le associazioni non governative e le comunità locali a
identificare, a salvaguardare e a promuovere tale patrimonio.
Determinante in tali
programmi è quindi il coinvolgimento costante delle persone e degli studiosi che
conoscono le tradizioni meritevoli di salvaguardia, le quali vanno aiutate,
anche finanziariamente, attraverso budget straordinari messi a disposizione dai
paesi membri dell’Unesco, volti a tramandare le proprie arti e i propri mestieri
all'avvenire. La Convenzione è entrata in vigore il 20 Aprile 2006, che ha
portato, a partire dal 2008, alla istituzione della "Intangibile Heritage List";
in tale lista sono stati automaticamente incorporati tutti gli elementi
precedentemente inclusi nella lista dei Capolavori del patrimonio
immateriale dell’umanità istituita nel 1999, tra gli elementi inseriti, due alte espressioni della tradizione culturale popolare italiana, l’Opera dei
Pupi Siciliani e il Canto a Tenores dei pastori del centro della Sardegna.
L'Italia ha
concluso il 13 settembre 2007 l’iter parlamentare della legge di ratifica
della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale,
l'atto di ratifica è stato depositato all'Unesco il 30/10/2007.
La
ratifica della Convenzione consentirà al nostro paese di giocare il ruolo che
tradizioni ed espressioni orali e linguistiche, arti legate allo spettacolo, usi
sociali, rituali e situazioni festive, conoscenze e pratiche che concernono le
natura e l’universo, tecniche tradizionali dell’artigianato
attribuiscono ad esso sulla scena mondiale. Per
vedere lo stato delle adesioni da parte dei stati partner si vada sulla seguente
area Unesco: Stati aderenti
Ai sensi della
convenzione di Parigi del 2003 sono state istituite due liste:
Lista
Rappresentativa del Patrimonio Culturale immateriale
(Representative
List of the Intangible Cultural Heritage of Humanity
Lista del
Patrimonio Intangibile dell'Umanità che necessità di urgenti tutele (List
of Intangible Cultural Heritage in Need of Urgent Safeguarding).
Le
procedure per l'iscrizione nelle Liste , le norme per la selezione
degli elementi culturali e l'individuazione dei criteri cui questi
devono rispondere sono indicate nelle nelle Direttive Operative
adottate nel 2008 (accedi
al sito ufficiale dell'UNESCO in lingua inglese).
Le procedure prevedono la presentazione delle domande da
parte dei singoli Stati membri all'UNESCO.
In
relazione alla prima lista (Lista Rappresentativa del Patrimonio
Culturale immateriale) abbiamo:
CRITERI UNESCO
PER L'INSERIMENTO NELLA LISTA RAPPRESENTATIVA DEL PATRIMONIO CULTURALE
IMMATERIALE
2008
Italiano
Inglese
R.1
L’elemento candidato si costituisce come patrimonio culturale
immateriale, come indicato nell’art. 2 della Convenzione;
The
element constitutes intangible cultural heritage as defined in
Article 2
of the Convention
R.2
L’iscrizione dell’elemento contribuirà a garantire visibilità e
consapevolezza del significato di patrimonio culturale
immateriale e a favorire il confronto, riflettendo perciò la
diversità culturale e la creatività dell’umanità;
Inscription of the element will contribute to ensuring
visibility and awareness of the significance of the
intangible cultural heritage and to encouraging dialogue,
thus reflecting cultural diversity worldwide and
testifying to human creativity.
R.3
Le
misure di salvaguardia sono elaborate in modo da poter tutelare
e promuovere l’elemento;
Safeguarding measures are elaborated that may protect
and promote the element.
R.4
L’elemento è stato candidato sulla base del più ampio riscontro
di partecipazione da parte di comunità, gruppi o, eventualmente,
persone singole coinvolte con il loro libero, preventivo e
informato consenso;
The
element has been nominated following the widest possible
participation of the community, group or, if applicable,
individuals concerned and with their free, prior and
informed consent.
R.5
L’elemento è inserito in un archivio sul patrimonio culturale
immateriale presente nel territorio\i degli Stati membri, come
indicato negli art. 11 e 12 della Convenzione.
The element is included in an inventory of the
intangible cultural heritage present in the territory(ies)
of the submitting State(s) Party(ies), as defined in
Article 11
and
Article 12
of the Convention.
A differenza di quanto
previsto dalla Lista del Patrimonio Culturale Tangibile dell'Umanità (World
Heritage List), i 5 criteri su indicati devono essere tutti soddisfatti perché
uno Stato membro possa proporre la candidatura di un elemento culturale. Al 2011
sono 232 gli elementi mondiali iscritti alla Lista (90 nel 2008, 76 nel 2009, 47
nel 2010 e 19 nel 2011). Tra questi, quelli italiani sono Il Canto a Tenore
sardo (2008), l’Opera dei Pupi siciliani (2008) e La Dieta Mediterranea
(candidatura proposta congiuntamente da Italia, Spagna, Grecia e Marocco nel
2010).
In relazione alla
seconda lista (Lista
del Patrimonio Intangibile dell'Umanità che necessità di urgenti tutele)
si rimanda al sito Unesco per l'individuazione dei criteri per l'inserimento
nella lista (Pagina in lingua inglese:
Criteri
)
Al 2011 sono 27 gli
elementi mondiali iscritti alla Lista
del Patrimonio
Intangibile dell'Umanità che necessità di urgenti tutele
(12 nel 2009, 4 nel
2010 e 11 nel 2011).
Un
ulteriore traguardo verso la tutela del Patrimonio Culturale inteso nel suo
termine più ampio che considera la diversità culturali è stato raggiunto
Il 20 ottobre
2005 quanto la Conferenza generale dell’Unesco, riunitasi a Parigi per la 33°
sessione, ha approvato con 148 voti a favore, 2 contro e 4 astenuti, la
Convenzione sulla protezione e la promozione delle diversità culturali
Nella
votazione, 148 paesi si sono espressi a favore, due – Stati Uniti e Israele –
hanno votato contro, e quattro si sono astenuti.