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CAPITOLO 4 Analisi della situazione di fatto 4.1. LA SITUAZIONE GENERALE DEL TERRITORIO E DEL SITO 4.1.1. IL TERRITORIO Il territorio in cui si trovano la città di Siracusa e le Necropoli rupestri di Pantalica è situato nella parte sud-orientale della Sicilia, in posizione praticamente baricentrica rispetto all’intero bacino del Mediterraneo, in un’area geologicamente caratterizzata da moderati altopiani calcarei degradanti verso il mare, solcati da vallate, a volte ampie e vaste a volte anguste e profonde, prodotte dai processi di erosione delle acque e da pianure di origine alluvionale. Questi territori, mitigati da un clima costantemente favorevole e temperato, furono abitati fin da epoche preistoriche da popolazioni insediate prevalentemente nelle zone costiere dotate naturalmente di sistemi di protezione e di difesa, come le piccole e basse penisole immediatamente prospicienti la costa, quali Thapsos ed Ortigia. In epoche protostoriche, a partire all’incirca dagli inizi del XIII secolo a.C., per effetto forse degli arrivi dei primi esploratori e colonizzatori provenienti dall’oriente Mediterraneo, gli insediamenti costieri vennero abbandonati in favore di siti dell’interno, in posizioni difficilmente raggiungibili, come l’area di Pantalica, situata alla confluenza di due fiumi, in un’area caratterizzata da profonde gole e aspri territori rocciosi, che venne abitata più o meno continuativamente per oltre cinque secoli e poi ripopolata in epoca bizantina. In epoche storiche, a partire dall’VIII secolo a.C., i coloni corinzi si insediarono stabilmente nella penisola di Ortigia, agli inizi del processo di colonizzazione di quella che verrà poi definita la Magna Grecia. L’area di Ortigia, attualmente un’isola separata dalla terraferma, costituì il primo nucleo di quel processo di antropizzazione del territorio che portò, nei successivi cinque secoli, alla realizzazione di una vasta città costituita da cinque parti e che perciò venne detta dagli storici del tempo “Pentapoli”. La Pentapoli occupa nel suo complesso Ortigia e tutto il promontorio che vi si sviluppa a nord, in un sistema a forma di DELTA posto a controllo dei naturali porti a ovest e ad est di Ortigia e dalla vasta insenatura a nord delimitata dalla penisola di Thapsos. Le cinque parti che componevano la Pentapoli ci sono pervenute in larga parte e sono ben riconoscibili; sull’isola di Ortigia in particolare il processo di urbanizzazione di epoca greca ha costituito il canovaccio e la struttura su cui si sono innestati tutti gli interventi urbanistici ed architettonici delle epoche successive. Nel territorio del Comune di Sortino, è l`insediamento di Pantalica, che si estende per una lunghezza di circa 1.200 metri in senso NE-SO e con una lunghezza di circa 500 metri in senso NO-SE si sviluppa su uno sperone roccioso con altissime balze scoscese, quasi sempre a strapiombo, alla confluenza della valle del Calcinara nella valle dell’Anapo, i cui due corsi d’acqua scorrono in valli strettissime, ed è congiunto al retrostante altipiano solo da uno stretto istmo, detto sella di Filipporto o “Porta di Pantalica”. Appariscenti testimonianze della città protostorica sono le vaste e scenografiche necropoli costituite da circa 5.000 tombe a grotticella artificiale, suddivise in cinque diverse necropoli. L’unica testimonianza visibile dell’abitato è stata costituita nei secoli dalle rovine dell’Anaktoron, o “Palazzo del principe”, dai terrazzamenti a sud di esso e dalle fortificazioni della Porta di Pantalica, che appartengono peraltro all’età della colonizzazione greca. Dopo lunghi secoli di silenzio, Pantalica tornò ad essere abitata nel corso dell’VIII e IX secolo d.C., utilizzata come luogo di estrema difesa dall’invasione e dalla conquista araba della Sicilia.
4.1.2. L’AREA DEL PROGETTO Il territorio del comune di Siracusa, in termini di superficie, rappresenta circa il 9,7% dell’intero territorio provinciale (con 204,08 km2) ed in termini di popolazione residente circa il 31% (con 126.282 abitanti). Quest’area è caratterizzata da una forte concentrazione di emergenze archeologiche, architettoniche e naturalistiche, con una forte vocazione turistica. Il territorio presenta delle risorse endogene che costituiscono tuttora un potenziale di sviluppo attivabile purché adeguatamente integrate tra di loro e poste in sinergia con le risorse esogene (risorse statali e comunitarie, capitale privato straniero e nazionale). Tra le risorse endogene assumono rilievo particolare il patrimonio naturale (1 riserva naturale, le saline del Ciane), archeologico (a titolo esemplificativo con il teatro greco, con il museo Paolo Orsi, etc.), e artistico-architettonico (basti pensare ad Ortigia) con ampi margini di valorizzazione. Analizzando nel dettaglio i singoli elementi distintivi emerge una variegata gamma di beni naturalistici di grande suggestione, si va infatti da un ambiente costiero e marino che, pur se a volte impropriamente sfruttato e in alcuni suoi tratti degradato, presenta sempre una rilevante forza attrattiva per i flussi turistici, a vaste zone interne che presentano ancora un territorio in gran parte intatto e compreso spesso all’interno di riserve naturali. Il territorio è piuttosto vasto, vari sono gli ambienti ed i paesaggi che s’incontrano nel percorrerlo. Si va dagli ambienti urbani, vari per dimensioni e caratteristiche, ai paesaggi rurali dell’interno, caratterizzati dalla presenza di vasti altipiani punteggiati da masserie, al paesaggio costiero, con la presenza della riserva naturale del Ciane. Il territorio offre inoltre un patrimonio artistico, culturale- antropologico, architettonico, archeologico ed eno-gastronomico di rilievo internazionale che va tutelato, conservato, valorizzato e soprattutto fruito.
4.1.3. ANALISI DEMOGRAFICA 4.1.3.1. La popolazione residente Dalla seguente tabella si può rilevare come a Siracusa si registri una maggiore densità di popolazione residente rispetto alla media provinciale (619 res./Km2 contro i 191 di media provinciale).
Dai dati sulla popolazione residente al 1° gennaio 2000, è possibile ricavare gli indici di vecchiaia relativi al comune di Siracusa. Le indicazioni che ne derivano mostrano un alto indice di vecchiaia (88,6), che è però leggermente più basso rispetto al rapporto provinciale (89,2).
4.1.3.2. Le risorse umane Le risorse umane di cui il territorio dispone, se adeguatamente valorizzate, costituiscono un fattore cruciale di sviluppo, così come viene riconosciuto esplicitamente all’interno delle nuove politiche dell’Unione Europea che prevedono ingenti investimenti in capitale umano. Il patrimonio di risorse umane è caratterizzato da residenti con un buon livello di scolarizzazione, che per costituire effettiva opportunità di sviluppo non può essere disperso o sottoutilizzato, ma semmai qualificato e riqualificato in funzione degli obiettivi economici e sociali individuati. I dati, pur relativi al 1991, evidenziano, infatti, che circa il 50% di residenti hanno un titolo di studio pari o superiore alla licenza media inferiore. Si nota come la percentuale di residenti laureati, diplomati e con licenza media inferiore, è sempre superiore alla percentuale riferita all’intera provincia. Nel Comune capoluogo si rileva una percentuale maggiore di laureati e diplomati (pari rispettivamente a 4,7% e 22,3%) superiore alla media provinciale.
4.1.4. LA GESTIONE DEL SITO L’area del sito proposto è costituita dalle aree delle Necropoli rupestri di Pantalica (in larga parte delimitate, recintate e sorvegliate), dalle aree archeologiche di Castello Eurialo e della Neapolis (recintate e sorvegliate) e dalla città storica di Siracusa: la gran parte dei beni è di proprietà pubblica. In queste aree il piano di gestione presenta i risultati già raggiunti e sviluppa le prospettive future nel settore della conoscenza, della conservazione, del monitoraggio e di una fruizione turistica controllata per evitare i danni potenziali prodotti da flussi non regolati. Tutte le attività sopra indicate sono gestite direttamente dalla Soprintendenza BB.CC.AA di Siracusa, o comunque sottoposte al suo diretto controllo. In particolare, in considerazione della dimensione dell’area interessata e del numero dei monumenti e delle rilevanze archeologico, artistiche, architettoniche e culturali interessate, le attività ordinarie e straordinarie di manutenzione, gestione e amministrazione dell’area è assegnata, ognuno per quanto di propria competenza, ai seguenti organismi pubblici: • La Regione Siciliana, che opera in particolare attraverso i suoi organi periferici territoriali che, per quanto relativo al sito, sono: o La Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Siracusa, che è responsabile della gestione di alcuni beni e del controllo su tutte le attività di manutenzione sia ordinaria che straordinaria che vengono attivate sul patrimonio, sia pubblico che privato; o Il Genio Civile, che è responsabile del controllo sulle attività edilizie, in relazione alle norme che garantiscono la stabilità degli immobili particolarmente in relazione ai rischi derivanti dalle azioni sismiche; o L’Azienda Regionale Foreste Demaniali, che è responsabile della tutela e delle attività di controllo delle aree naturalistiche protette (tra cui rientra l’intera area delle Necropoli di Pantalica) e della cura e manutenzione delle aree naturalistiche di proprietà demaniale • La Provincia di Siracusa, che gestisce, d’intesa e sotto il controllo della Soprintendenza, le attività ordinarie e straordinarie di amministrazione e manutenzione degli immobili e delle aree di sua proprietà, destinati a pubbliche funzioni e in parte accessibili al pubblico • Il Comune di Siracusa che, in attuazione alla legge speciale su Ortigia (si veda il punto 4.2.3.4), attraverso la “Commissione unica per Ortigia” opera il controllo su tutti gli interventi operati da soggetti privati e definisce gli interventi da effettuarsi sul patrimonio di proprietà del Comune.
4.1.5. IL SISTEMA DEI MUSEI Sono presenti sul territorio alcune importanti realtà museali, in cui sono raccolti, catalogati ed esposti al pubblico e agli studiosi, reperti e beni artistici riferiti all’intera storia del sito (http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/musei/musei2/museisiracusa.htm) Il sistema dei musei comprende: • Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi Il Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”, che dal 1988 ha preso il posto del Museo Archeologico Nazionale di piazza Duomo, ha sede nel parco di Villa Landolina. È costituito da tre corpi che si sviluppano intorno ad un nucleo centrale circolare su una superficie espositiva attualmente disponibile di circa 9 mila metri quadrati, sul totale dei 12.000 mq che saranno disponibili al completamento delle esposizioni. Grande attenzione è stata dedicata al metodo espositivo: il visitatore può infatti osservare i pezzi più importanti da ogni angolazione e se, per motivi di spazio, le vetrine offrono la sola vista frontale, sono stati collocati specchi che consentono la visione completa degli oggetti. Il sistema di illuminazione, quasi totalmente artificiale, segue un criterio preciso: salvaguardare l’oggetto, con l’uso di luci fredde, e allo stesso tempo offrire una visione dei materiali chiara e distinta, senza zone d’ombra. Particolare cura è stata infine dedicata all’apparato didattico. I reperti conservati nel museo sono suddivisi in tre settori:
• Il Settore A
• Il Settore B
• Il Settore C Nel complesso sono esposti circa 18.500 reperti, gran parte dei quali provenienti dalle campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza BBCCAA di Siracusa, riferiti all’età del neolitico (V-IV millennio a.C.), all’età del rame (III millennio a.C.), all’età del bronzo (XX-IX sec. a.C.), all’età del ferro (IX-VII sec. a.C.) e, in larghissima parte, all’età greca-arcaica (VIII-VI sec. a.C.) e greca-classica (V-IV sec. a.C.). Quando le opere di allestimento verranno completate saranno visibili anche i materiali di età ellenistica, romana e paleo-cristiana. http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/musei/musei2/orsi.htm • Palazzo Bellomo Il museo è ospitato in un edificio sorto in età sveva, poi trasformato ed ampliato nel XV secolo dai Bellomo, famiglia tra le più potenti della Siracusa del ‘400, che lo elessero a loro residenza. Nel 1725 il palazzo venne venduto al monastero di S. Benedetto e collegato in un unico complesso architettonico all’attiguo Palazzo Parisio. Nel 1948 venne inaugurato come sede della Galleria, con una prima sistemazione museografica. Dopo radicali interventi di restauro, negli anni Settanta si pervenne al completamento dell’attuale allestimento. Nella galleria sono illustrati gli sviluppi della cultura figurativa a Siracusa e più in generale nell’area sud-orientale della Sicilia, con particolare riguardo alla produzione pittorica e alle arti decorative. Le collezioni d’arte medioevale e moderna della Galleria (un patrimonio di opere databili dall’età bizantina al XVIII secolo formato da circa 1.300 opere) provengono dal Museo Archeologico di Siracusa, che nel 1940 le distaccò a Palazzo Bellomo con l’intento di valorizzarle. Parte di tali collezioni proveniva da chiese e conventi della Sicilia sud-orientale a seguito della soppressione degli ordini religiosi (1866); altre erano invece giunte al museo per acquisti e donazioni. http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/musei/musei2/bellomo.htm
• Antiquarium del Castello Eurialo Il sistema espositivo, attualmente in restauro, riunisce testimonianze e reperti provenienti dal Castello Eurialo, la più grande testimonianza di opera militare risalente al periodo greco. Il castello fu costruito tra il 402 e il 397 a.C. per difendere la città di Siracusa dagli assalti dei cartaginesi.
• Gabinetto numismatico Ospitato nella vecchia sede del Museo archelogico, in Piazza Duomo, il Gabinetto Numismatico della Soprintendenza raccoglie una ricca documentazione storica sull’evoluzione della moneta, dai primitivi mezzi di scambio (asce, punte di lancia, pezzi di bronzo) alle più antiche monete risalenti al V secolo a. C. Sono, inoltre, documentate la monetazione romana, bizantina, araba, normanna e aragonese per giungere ai conii della zecca di Palermo, prima della sua soppressione da parte del Re Ferdinando III. Straordinaria è la collezione della produzione di Siracusa che, con le incisioni di Eveneto, Cimone ed Eucledia, ha raggiunto le vette dell’arte. Oltre i profili delle regine siracusane Filistide e Damarete, gli attacchi di bighe e quadrighe, la ninfa Aretusa è il soggetto preferito, raffigurata di profilo, composta, con i capelli legati ed attorniati da delfini ovvero di fronte, immersa nel mare, con i capelli sciolti e mossi dai flutti . Affiancata al monetiere è esposta una ricca collezione di oreficerie antiche, tra cui merita una speciale menzione una catena d’oro con un medaglione in pasta vitrea azzurra recante il rilievo di un cane accovacciato (secc. II - III d.C. - scavi G. Voza 1969, nell’area del giardino Spagna) e i gioielli bizantini con i caratteristici orecchini “a cestino” e a traforo, una croce in lamina d’oro con grappoli di pallini sui bracci (scavi G. Voza 1973, nell’area del quartiere termale della villa romana di Patti), nonché gioielli dei secc. XVII - XVIII appartenuti a famiglie nobili siciliane. • Museo del papiro Unico nel suo genere in Italia, il museo, di proprietà e a gestione privata, è stato fondato nel 1989 e raccoglie papiri antichi che risalgono al XV secolo a.C., papiri prodotti a Siracusa dal XIX sec., barche e manufatti in papiro, un erbario. Interessante una raccolta con tutto il materiale utilizzato dagli scribi egizi e una collezione di torchi antichi. ![]()
Sortino - Pantalica Necropoli Sud - Oratorio bizantino di S. Nicolicchio
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Siracusa Castello Eurialo
Siracusa Castello Maniace - Interno
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